L’incorporazione di Metroweb in Open Fiber non rende illegittima la concessione a Open Fiber (i cui azionisti sono Enel e Cdp) dei servizi concernenti la rete passiva a banda ultralarga in varie regioni italiane, a valle dei bandi Infratel. A stabilirlo è stata la Corte di giustizia Ue con un giudizio favorevole a Infratel – difesa dagli avvocati Daniele Cutolo, Francesca Isgrò e Patrizio Messina – e avverso quindi a Telecom Italia che si era rivolta alle giurisdizioni amministrative italiane ritenendo illegittima l’aggiudicazione. Telecom aveva fatto ricorso sostenendo che dopo la domanda di partecipazion Open Fiber aveva incorporato la Metroweb Sviluppo (altra impresa prequalificatasi nella procedura ma poi ritiratasi), in virtù di un accordo di fusione per incorporazione stipulato prima del termine per la presentazione delle offerte e approvato dalla Commissione europea il 15 dicembre 2016. In tale contesto il Consiglio di Stato, davanti al quale la causa pende in ultimo grado, si è rivolto alla Corte di giustizia chiedendo lumi in base alla direttiva sugli appalti pubblici. «Ci stanno dando tutti ragione, accogliamo con favore la pronuncia della Ue» ha commentato l’ad di Open Fiber Elisabetta Ripa. (A. Bio.)

 

Fonte: Il Sole 24 Ore Venerdì 12 Luglio 2019